IL NOSTRO FUTURO

È ANCORA EMERGENZA PER I BAMBINI DI CHERNOBYL

Nel 2005 saranno ospitati 25 bambini

Cercansi volontari e nuove famiglie ospitanti

Sono passati più di diciotto anni dal disastro nucleare di Chernobyl e contrariamente a quanto si potrebbe pensare l’emergenza non è finita. Secondo gli esperti dell’ONU il peggio (nonostante il numero delle vittime superi già le 100.000 unità) deve ancora venire ed è previsto intorno al 2004/2006 quando coloro che erano bambini all’epoca dell’incidente inizieranno a procreare: solo allora potranno rendersi evidenti le conseguenze sul patrimonio genetico della popolazione. Conseguenze che, in parte, sono già state dimostrate durante studi eseguiti su selvaggina, uccelli (rondini) e roditori che vivono nella zona contaminata (e si sa che l’uomo ed i roditori si comportano, sul piano della genetica, in modo analogo). A distanza di sedici anni si fa strada la consapevolezza di come le previsioni, che volevano far risalire le conseguenze dell’incidente alla sola (seppur drammatica) “sindrome da irradiazione acuta”, siano state il frutto di una filosofia di minimizzazione o negazione degli effetti del disastro nucleare. I soli casi di cancro alla tiroide che vengono fatti risalire alla sindrome da irradiazione acuta mettono in evidenza questa filosofia: entro l’inizio del millennio erano stati previsti 1.500 casi di tumore tiroideo nei bambini, 6.600 entro il 2006. Nel 2001, invece, avevano già superano gli 11.000. Ora, molti scienziati e sperimentatori stanno dimostrando che dosi deboli, ma croniche, di radiazioni sono particolarmente nocive. Diverse malattie che si volevano obbligatoriamente catalogare nel vasto complesso delle malattie psicosomatiche, senza alcun rapporto con la radioattività, stanno assumendo nuove riconsiderazioni: sono le turbe neurologiche negli adulti, l’aumento dei cancri del colon, del retto, dei polmoni, del seno e delle vie urinarie, i disturbi cardiaci, il diabete.

Dimostrato che l’incidente di Chernobyl inizia solo ora a manifestare tutta la sua tragicità, e dimostrata la validità dei progetti di ospitalità temporanea, la nostra associazione intende continuare ad accogliere gruppi di bambini provenienti dalle zone colpite dal disastro nucleare. Il prossimo anno, per la prima volta, abbiamo deciso di invitare nel nostro Paese bambini che vivono negli istituti, orfani e non, che stanno subendo sulla loro pelle, generalmente più di altri, le conseguenze sanitarie e sociali dell’incidente.

Per realizzare questo progetto abbiamo bisogno di nuovi volontari che si affianchino a noi, persone che abbiano voglia di lavorare per il futuro di questi bambini, che potranno aiutarci sia nella fase di progettazione e programmazione, sia nella fase di realizzazione dell’ospitalità.

Contemporaneamente cerchiamo nuove famiglie disponibili ad ospitare (per un periodo che va dai trenta ai quaranta giorni ed indicativamente dall’ultima settimana di maggio alla prima di luglio) un bambino o una bambina d’età compresa tra i sette e gli undici anni; ciò per assicurare ad un numero maggiore di bambini questa preziosa opportunità. Possono offrirsi come famiglie ospitanti anche quelle che lavorano (sia Lei sia Lui), in quanto sarà assicurato un centro diurno ricreativo che funzionerà dal lunedì al venerdì, dalle ore 08.00 alle ore 18.00, all’interno del quale i bambini dovranno essere accompagnati e dove potranno partecipare ad innumerevoli attività di svago. Le domande dovranno pervenire al più presto e comunque entro il mese di Gennaio, questo perché le pratiche per ottenere tutti i nullaosta necessari sono molto lunghe.

Per motivi legati alla tipologia della nostra ospitalità, potranno inoltrare le domande  solo le famiglie residenti a Lentate sul Seveso e comuni vicini contattandoci all'e-mail peribambini@virgilio.it