UN’ESPERIENZA CONCRETA

Ci siamo avvicinati a quest’esperienza un po’ titubanti innanzitutto perché entrambi lavoriamo e anche perché nella nostra famiglia non ci sono altri bambini.

Così nel 1999 abbiamo ospitato un bambino di 9 anni, Serguei, ed è stata davvero un’esperienza importante. I timori dei primi giorni presto hanno lasciato il posto alla serenità in quanto non ci siamo mai sentiti soli durante questo cammino: abbiamo potuto continuare la nostra vita lavorativa perché il centro diurno si occupava del bambino durante la nostra assenza, e anche il problema della comunicazione che ci pareva insormontabile, si è risolto molto bene attraverso l’uso dei gesti e con la collaborazione di un’interprete sempre a disposizione. Abbiamo avuto, inoltre, l’opportunità di conoscere molte persone durante i vari momenti d’aggregazione.

Serguei è stato ben accolto anche dalle nostre famiglie che si sono affezionate a lui come a un nipotino.

Il mese trascorso con lui è volato e presto purtroppo è arrivato il momento degli addii; non sono mancate le lacrime ma c’è rimasta una grande gioia per aver potuto aiutare concretamente qualcuno.

Ci siamo talmente lasciati prendere dall’entusiasmo che abbiamo deciso di entrare a far parte del Direttivo per questo ora il nostro lavoro non si limita più al mese di permanenza dei bambini ma prosegue per tutto l’anno.

Nel 2000 abbiamo ospitato Irina, la vicedirettrice della scuola di un villaggio di provenienza dei bambini: anche questa è stata un’esperienza molto positiva pur completamente diversa da quella dell’anno prima.

Per concludere, dopo aver toccato con mano la realtà della Bielorussia in seguito al viaggio intrapreso nello scorso novembre, ci rendiamo disponibili per qualsiasi confronto, chiarimento od informazione perché ci fa molto piacere dividere le emozioni che abbiamo vissuto con altre persone.

Maristella e Carlo Navio